Adolescence, Jack Thorne sulle ricerche fatte per scrivere la serie: “Sono andato in posti in cui non sarei voluto andare”

Adolescence, la miniserie Netflix britannica acclamata dalla critica e balzata in breve tempo in cima alla classifica degli show televisivi più visti sulla piattaforma, è riuscita, nei suoi quattro episodi, a presentare uno spaccato dell’universo adolescenziale mettendone in risalto alcune delle più preoccupanti criticità.

A proposito delle ricerche fatte per costruire la trama dell’opera, uno dei creatori, Jack Thorne, ha rivelato di essersi avventurato in luoghi virtuali capaci di sconvolgerlo e spaventarlo fino a fargli immaginare come plausibile e in qualche modo sensata l’idea di limitare l’accesso ai social network ai minori di 16 anni.

Dopo aver condiviso la nostra recensione di Adolescence, torniamo dunque a occuparci dell’opera distribuita sulla piattaforma di streaming dalla N rossa per riportare le parole dello sceneggiatore di Bristol.

Adolescence
Adolescence intervista
Intervista
Jack Thorne
Netflix

Durante un’intervista con Wired, infatti, l’autore tra le altre cose dei tre sequel televisivi di This Is England, ha espresso tutto il suo disagio nel portare a termine lo studio necessario a realizzare la serie con Stephen Graham:

Sono andato molto in profondità. Sono andato in posti in cui non sarei voluto andare

Adolescence
Adolescence intervista
Intervista
Jack Thorne
Netflix

Specificando come non siano stati tanto i contenuti postati da importanti influencer che hanno portato alla ribalta certe idee a disturbarlo, quanto piuttosto i piccoli blog di giovani ragazzi che trattano l’argomento, ha quindi continuato: “Ero consapevole del fatto che se fossi un adolescente sarei attratto da quella filosofia. Non ne sarei stato attratto come Jamie, ma sapevo che c’erano elementi che per me avrebbero avuto senso”.

Il pensiero a cui Thorne si riferisce è quello relativo alla Manosfera e ai gruppi incel, comunità in cui si cerca di rivendicare una sorta di necessità di indipendenza da un presunto potere femminile sulle vite degli uomini partendo da presupposti quali quello della teoria dell’ 80/20 descritta nel secondo episodio di Adolescence.

In questo senso Thorne ha spiegato: “È un’idea molto potente e dà un senso all’isolamento. Dà un senso a quella sensazione che si prova dentro di noi: ‘Sono poco attraente. Non sono in grado di partecipare alle conversazioni. Non riesco a essere la persona che vorrei essere. Sento che resterò da solo per sempre’”.

L’autore ha poi parlato della possibilità di un ban dai social per i ragazzi più giovani: “Diventa come le sigarette. Diventa come l’alcol. Diventa come le armi. Se non lo capisci, non lo capisci perché non sei pronto. Non hai i filtri nel cervello per poterlo elaborare”.

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Adolescence intervista
Intervista
Jack Thorne
Netflix

Lo sceneggiatore ha quindi concluso lanciando un suo personale messaggio a proposito di cosa sia, per lui, la mascolinità e come non sia necessario rispondere a determinati requisiti estetici o comportamentali per sentirsi uomini:

Sono stato attaccato perché sembra che abbia troppi estrogeni in corpo o che non sembri abbastanza uomo. E non lo sono, a giudicare dalle loro idee. Quello della mascolinità è uno spettro, come tutto è uno spettro, e non è necessario conformarsi a un’estremità dello spettro. Ci sono altri modi di fare le cose e io sono pronto per questo tipo di discussione

Fonte: Wired

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