Battle Royale: 5 film horror che utilizzano la tecnica del found footage

L’idea del found footage nel cinema è ancora relativamente nuova e poco esplorata ma potrebbe crescere presto di popolarità come connessione e rappresentazione della nuova realtà che viviamo, considerando l’enorme numero di dispositivi di registrazione cui abbiamo accesso e che sono diventati parte integrante dello stile di vita di ognuno.
La finzione del racconto, soprattutto per determinati generi, potrebbe guadagnare in termini di suggestione e verosimiglianza, aiutando lo spettatore nell’immedesimarsi in una storia e l’autore nella creazione di nuovi stili ed espedienti di narrazione.


L’enorme presenza di piattaforme su cui caricare video o trasmettere in streaming rende in effetti sempre più complicato distinguere quello che potrebbe essere vero da quello che è una finzione, rendendo labile un confine che ogni bravo narratore cerca di travalicare dall’alba dei tempi.


L’horror è sicuramente il genere più rappresentato da questa tendenza in aumento, prestandosi in modo eccellente al mezzo per la sua necessità di mettere il più possibile in soggezione lo spettatore: la prospettiva in prima persona o l’idea stessa che quello che venga presentato possa uscire direttamente dalla videocamera o dal cellulare di qualcuno risulterebbero armi potentissime nelle mani di chi sapesse sfruttarle per far sentire il fruitore al centro del racconto, come è capitato in maniera similare con la letteratura che ha già visitato stratagemmi simili in tempi non sospetti (qualcuno ha detto Lovecraft?).


Attendendo gli sviluppi definitivi della cosa ed esplorandone le potenzialità giorno per giorno, vi lasciamo una panoramica di 5 film horror che utlizzano la tecnica del found footage da recuperare per scoprire quella che già si è dimostrata una nuova tendenza che potrebbe esplodere ulteriormente nel prossimo futuro.

1 – The Blair Witch Project-Il mistero della strega di Blair

Il film che ha portato alla ribalta l’idea del found footage. Tre giovani documentaristi decidono di esplorare le origini della leggenda di una strega che vivrebbe nel bosco di Blair e che sarebbe la causa di numerose sparizioni di bambini del luogo. Il film, che parte in sordina per crescere in intensità e tensione, ha riscosso un ottimo successo iniziale ed è diventato un punto di riferimento per le produzioni successive.

2 – Cloverfield

Da Matt Reeves un horror fantascientifico che racconta le vicende di un gruppo di ragazzi newyorkesi in fuga dall’attacco di un gigantesco mostro. Parte di un universo cinematografico più ampio, il film ha sfruttato l’uso di una campagna di marketing virale per rendere più credibile l’idea di essere di fronte a fatti realmente accaduti e ha la peculiarità di provare a mostrare soltanto un punto di vista ristretto di una vicenda che sembrerebbe avere invece ripercussioni più ampie e diffuse, lasciando allo spettatore gli stessi dubbi dei protagonisti, incapaci di ottenere spiegazioni esaustive su quello che stia realmente succedendo.

3 – Il passo del diavolo

“Il passo del diavolo” prende spunto da una vicenda realmente accaduta nel 1959 sui monti Urali, in Russia. Il mistero dei nove escursionisti che hanno perso la vita in circostanze mai chiarite accende la curiosità di cinque studenti americani decisi ad intraprendere un viaggio sui luoghi dell’avvenimento. Cospirazionismo, fantascienza ed horror si uniscono in un film ben sviluppato e pieno di idee interessanti.

4 – The bay

Una misteriosa epidemia stravolge la cittadina di Chesapeake Bay durante i festeggiamenti per il 4 di Luglio. L’idea del film deriva dai reali problemi ambientali che affliggono la cittadina in questione e su cui il regista era stato inizialmente chiamato a dirigere un documentario, e vuole essere motivo di riflessione anche sulle nuove possibilità offerte dalla Rete di sfuggire a censure o complotti.

5 – Le cronache dei morti viventi

Il quinto film dedicato agli zombie da parte di uno dei padri del genere, George Romero, cambia il punto di vista sia per quanto riguardi la storia raccontata che per quanto concerna lo stile e la tecnica. L’utilizzo del found footage e la sceneggiatura stravolgono i ruoli di vittime e carnefici ed enfatizza il ruolo del web nella società contemporanea.

Menzioni d’onore:

  • Cannibal Holocaust (il controverso film di Ruggero Deodato, precursore nell’uso della tecnica poiché girato almeno in parte utilizzando il found footage)

  • The Sacrament (film che si ispira alla storia di una setta religiosa e all’intervento drammatico nella questione da parte dei media e del governo USA nel 1978)

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