Battle Royale: 10 film di straordinaria follia

Quello del cinema è un media estremamente versatile ed efficace: la sua capacità di sapere intrattenere riesce infatti a legarsi al bisogno di conoscere ed indagare gli aspetti più curiosi e misteriosi delle storie raccontate sullo schermo.

Ricostruzioni storiche, studi scientifici e viaggi attraverso mondi poco esplorati sono spesso l’oggetto di rappresentazioni a metà strada tra il romanzo e la ricerca, permettendo allo spettatore di avvicinarsi a situazioni complesse, distanti e a volte anche inquietanti, con il distacco necessario e nel modo più divertente ed interessante possibile.

Anche la mente umana, quindi, può diventare oggetto di studio e narrazione, permettendo agli autori più audaci di dare sfogo alle proprie manie e agli spettatori più coraggiosi o morbosi di addentrarsi nei meandri di un universo tanto ampio da nascondere tranelli, misteri, verità oscure e pensieri terribili.

Il risultato può essere tanto inquietante quanto affascinante e non di rado ha dato i natali a veri e propri capolavori capaci di rimanere impressi nelle menti e nelle immaginazioni fervide dei fruitori.

Oggi vi presentiamo una lista di 10 film capaci di addentrarsi nella complessa mente umana, scrutando da vicino il labile confine che delimita un pensiero cosciente e razionale da una devastante e difficilmente misurabile follia.

1 – Psycho

Il film di Hitchcock, tratto dal romanzo di Robert Block, che ha impressionato generazioni di spettatori e ha rivoluzionato l’idea di doccia nell’immaginario collettivo, è immancabilmente il primo titolo della nostra lista. Norman Bates, interpretato da Anthony Perkins e ispirato al serial killer Ed Gein, è ancora oggi un cult per gli amanti del tema. La colonna sonora, la fotografia e la regia sono un inconfondibile lasciapassare per un punto di riferimento assoluto dell’intera storia del Cinema.

2 – Fight club

David Fincher ci porta nella mente anarchica e contorta di Tyler Durden, riuscendo nell’impresa di rendere più semplice ma allo stesso modo efficace la storia raccontata dal libro di Chuck Palahniuk. Sorretto da un cast stellare, da una colonna sonora eccellente e da una regia unica, “Fight Club” è un pugno al perbenismo, al capitalismo e alla decenza di una vita sana e corretta.

3 – Un giorno di ordinaria follia

Il compianto Joel Schumacher ci porta direttamente sul confine, sulla sottile linea che delimita la vita di chiunque dalla improvvisa ed esplosiva violenza che si potrebbe scatenare nel concatenarsi di una serie di eventi, che presi singolarmente risulterebbero di poco conto. In un crescendo di rabbia e disperazione la vita di un uomo qualunque si tinge di pazzia fino all’impensabile. La sceneggiatura riesce a non perdere di verosimiglianza nonostante il particolare susseguirsi degli eventi narrati, sapendo essere folle ma allo stesso tempo plausibile nonostante l’arduo compito (basti pensare, in tal senso, al deludente “Il giorno sbagliato“, che cerca di ricalcarne in qualche maniera le orme, senza riuscire ad essere convincente).

4 – Natural Born Killers

Oliver Stone è come al solito grandioso e cinico nel suo ritratto di un’America violenta e di un regime massmediatico morboso e sensazionalistico presentandoci la sua versione della follia: due giovani innamorati dal passato fatto di abusi viaggiano attraverso gli Stati Uniti massacrando chiunque capiti loro a tiro. Grazie ad una regia d’eccezione, a un montaggio schizofrenico, ad un cast perfetto e ad una sceneggiatura attenta, “Natural Born Killers” riesce a portare lo spettatore dalla parte dei “cattivi”, intrappolati da un sistema tiranno troppo più grande di loro.

5 – Joker

Todd Phillips e Joaquin Phoenix tirano fuori dal fumettoso regno di Gotham uno dei personaggi più folli, irriverenti ed amati che siano mai stati creati. E il risultato è esplosivo. Il film, che ha conquistato critica e pubblico, si avvale di una grande colonna sonora e di un protagonista perfetto sia per quanto riguardi il personaggio che l’interprete, per regalarci l’idea di una follia scanzonata, visionaria e deflagrante.

6 – Old boy

Nel 2003 Park Chan-wook traspone il manga omonimo nel suo capolavoro “Old Boy“, opera intensa e cruda che sa raccontare di una follia nata dalla privazione di libertà ed espressa attraverso una violenza che è vendetta e liberazione. I forti temi trattati, la sensibilità tipicamente orientale nel tratteggiarli e l’impatto visivo estremo del secondo film della “trilogia della vendetta” ne fanno un cult imperdibile, che sa essere particolare e a suo modo sconvolgente.

7 – American psycho

Il libro di Bret Easton Ellis è semplicemente inarrivabile nel descrivere al lettore la follia di cui è pervaso, ma nel suo tentativo di trasposizione cinematografica Mary Hannon riesce comunque a lasciare il segno grazie alla violenza gore e patinata che mette in risalto la dualità del personaggio affidato ad un bravissimo ed espressivo Christian Bale e ad un ottimo ritmo, capace di tenere sempre in tensione lo spettatore.

8 – Il silenzio degli innocenti

MIglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, migliore attrice protagonista e migliore sceneggiatura non originale. Tanto basterebbe per descrivere la straordinarietà di un thriller che non fa prigionieri ed esalta la figura dell’intellettuale cannibale dei romanzi di Thomas Harris. “Il silenzio degli innocenti” è inquietante nella sua capacità di rendere la violenza dialettica e concreta di uno degli psicopatici più conosciuti del Cinema.

9 – Split

Shyamalan porta al cinema un supercattivo d’eccezione e McAvoy è straordinario nel rappresentarne le molteplici facce. “Split”, nonostante un budget molto ridotto, è riuscito a conquistare i favori di una buona parte di pubblico e critica grazie ad uno script coraggioso, che sebbene non voglia e non riesca ad essere uno studio accurato di quello che è un serio disturbo mentale, riesce ad introdurre l’argomento e a trasformarlo per quelli che sono gli intenti della storia.

10 – Shining

Stanley Kubrick, Stephen King e Jack Nicholson. Isolamento, alienazione e violenza. Il menù proposto da “Shining” nel 1980 per portare sul grande schermo la follia è eccezionale e tutto da gustare. L’Overlook Hotel e il lavoro di custode, che sembrerebbe essere la grande opportunità per uno scrittore di finire la propria opera letteraria, sono l’inizio di una follia capace di entrare nelle menti degli spettatori grazie alla regia visionaria e alla prestazione memorabile di Nicholson. Imperdibile, nonostante i giudizi impietosi della critica dell’epoca e dello stesso “Re dell’horror” che ha visto stravolgere gran parte del significato del suo capolavoro.

Menzione d’onore:

  • Misery non deve morire: Ancora Stephen King e ancora scrittori, questa volta dall’altra parte della barricata. Kathy Bates vince l’oscar per la sua rappresentazione di una cattiva davvero atipica.

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