“Il mondo dei robot”: androidi ribelli nel selvaggio West

Uno scrittore di fantascienza al suo esordio come regista cinematografico, un parco divertimenti ultratecnologico e non così sicuro per i visitatori, androidi dallo sguardo glaciale che si ribellano ai propri creatori e duelli da Far West in cittadine sperdute tra valli soleggiate.

Per parlare de “Il mondo dei robot”, “Westworld” nel titolo originale, si potrebbe partire da tanti spunti di discussione interessanti.

Come di sicuro interessante è l’opera di Michael Crichton, scrittore di fantascienza che ha saputo cimentarsi anche dietro la macchina da presa, che precorre i tempi ed è diventato un cult capace di influenzare spettatori e autori riguardo un tema ormai ampiamente sfruttato e discusso come è quello della ribellione delle macchine.

Il Far West nel futuro

Nel futuro, la Delos offre viaggi di lusso in parchi a tema innovativi e oltremodo immersivi. Per la cifra di mille dollari al giorno gli utenti potranno vivere la propria esperienza scegliendo tra tre diversi mondi ambientati rispettivamente nell’epoca romana, nel Far West e nel periodo medievale.

Peter Martin (Richard Benjamin) si accinge a visitare il parco del selvaggio West accompagnato dall’amico John Blane (James Brolin) che ha già avuto modo di visitare l’attrazione.

Tra robot adibiti a soddisfare ogni esigenza dei visitatori e atmosfere esotiche, sembra che niente possa andare male, proprio come da slogan della compagnia.

Eppure non tutto è sotto controllo.

Visioni della fantascienza futura e dei problemi etici dei prossimi decenni

Il grande merito di “Il mondo dei robot” è quello di immaginare uno scenario che sarebbe diventato un tema per la fantascienza dei decenni a venire: la ribellione dei robot. “Westworld” è infatti uno dei primi film a sperimentare l’idea e a proporlo sul grande schermo nonostante all’epoca il problema non fosse altro che un tema fantascientifico e l’intelligenza artificiale e le implicazioni etiche e strutturali connesse, qualcosa di lontano dal sentire comune.

Il ruolo dei robot viene interpretato soltanto attraverso gli occhi degli uomini che li hanno creati e di quelli che godono dell’intrattenimento che forniscono, ma allo stesso tempo si riesce a intuire lo stato di schiavitù cui sono sottoposti e a comprendere, a una lettura più profonda (soprattutto per l’epoca) i motivi che avrebbero potuto portare a una ribellione.

L’idea del parco giochi verrà inoltre riproposta dall’autore nel suo romanzo “Jurassic Park”, riproponendo l’idea della creazione che si ribella e dell’azienda disposta a tutto per far lievitare i fatturati.

L’idea di dare un tono da cliché alle scene rappresentate aiuta a entrare nell’ottica di personaggi che stanno vivendo una vacanza la cui fantasia è stata costruita dal cinema e dalla televisione e il senso di metanarrazione che ne scaturisce, unito alla costruzione di un mondo ibrido tra fantascienza e selvaggio West sono espedienti splendidamente riusciti e visivamente e intellettualmente accattivanti.

Nonostante un budget molto ridotto, anche dal punto di vista tecnico il film è frutto di un ottimo lavoro sia dal punto di vista registico che per quanto riguardi le interpretazioni.

In tal senso spicca su tutti uno splendido Yul Brynner nei panni del pistolero androide praticamente indistruttibile e privo di emozioni basato sul personaggio portato in scena dallo stesso attore ne “I magnifici sette”.

Il film ha anche lo straordinario merito di essere il primo ad utilizzare la computer grafica per alcune brevi scene in cui si vuole simulare il punto di vista degli androidi.

“Westworld” merita un viaggio da parte di tutti

Il mondo dei robot” è un’opera che è stata concepita in anticipo sui tempi.

L’enorme influenza che ha avuto sui temi e sull’immaginario visivo di prodotti che sarebbero venuti a decenni di distanza (basterebbe pensare a “Terminator”) sono la testimonianza di un lavoro efficace e visionario che ha avuto la forza di essere apprezzato dal pubblico e dalla critica dell’epoca e che ha assunto maggiore importanza con il passare degli anni.

In attesa di sapere che fine farà la serie omonima, appena cancellata da HBO MAX, non posso che consigliarne la visione agli appassionati di fantascienza e non solo, assicurandovi “una grande vacanza in cui niente potrà andare storto”.

Voto: 8/10

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